Mario Puccini

Il Ritratto femminile di Mario Puccini è del 1890, appartiene quindi alla pittura del primo periodo dell'artista, quando, frequentata la scuola di Fattori e l'Accademia di Belle Arti di Firenze - aveva 21 anni- una delusione amorosa lo spinge sull'orlo della follia. Internato all'ospedale psichiatrico San Niccolò di Siena, dal 1893 al 1898, Puccini cerca di superare il dramma. Si adatta a fare il cameriere nella trattoria del padre poi riprende a dipingere, frequenta Oscar Ghiglia e la casa di Gustavo Sforni - figura determinante per la fortuna critica e di mercato di Giovanni Fattori, ma anche uno dei primi collezionisti di Paul Cézanne - dove può ammirare, insieme ai più innovativi pittori labronici (Fattori, Ghiglia, Llewelyn Lloyd) e alle altre ricerche francesi (Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Maurice Utrillo, Medardo Rosso), le opere del pittore provenzale e il percorso verso nuove sperimentazioni formali che anche Puccini abbraccerà, nel secondo periodo della sua produzione artistica, con la violenza espressiva del colore tipica dei fauves. Mario Puccini, da molti considerato il maggiore tra i post-macchiaioli, ha comunque avuto un ruolo di rilievo nella pittura livornese dei primi venti anni del secolo (muore a 51 anni nel 1920) tanto che nel suo nome e per far tumulare la sua salma nel famedio di Montenero, circa un mese dopo la sua morte, viene fondato, nello studio del pittore livornese Romiti, il Gruppo Labronico.

Info

  • Autore: Mario Puccini
  • Titolo: Ritratto femminile (1890)
  • Tecnica: olio su tela
  • Dimensioni: cm 50x26